


Fotoromanzo narrato dal punto di vista di Leila, una gatta neurodivergente. Un formato popolare italiano — nato nel 1947 — usato per raccontare la neurodiversità con ironia invece che con gravità: la casa diventa un universo, la ciotola un santuario, la vasca una trappola. Prologo, sette capitoli, epilogo. 17×24 cm, 48 pagine, brossura fresata, copertina nera in cui si vedono solo gli occhi di Leila.